Vai al contenuto
Studio Legale Guido Avvocato cassazionista a Catania Chiama lo studio 095 216 6517

Volume III, Responsabilità medica

Errore medico: come si chiede il risarcimento

Aggiornata a novembre 2026. A cura dell’Avv. Antonello Guido.

In breve

Per chiedere il risarcimento di un errore medico si parte dalla cartella clinica e da un parere medico-legale. Prima della causa la legge impone un tentativo di conciliazione: una consulenza tecnica preventiva davanti al giudice o una mediazione. Verso la struttura sanitaria il diritto si prescrive di regola in dieci anni.

Prima di tutto, i documenti

Si chiede alla direzione sanitaria la copia completa della cartella clinica e di tutta la documentazione: la legge prevede la consegna entro sette giorni, le integrazioni entro trenta.

Servono anche i referti successivi, le spese sostenute e le date: ricostruire il percorso di cura è la base di tutto.

Il parere medico-legale

Un medico legale, con uno specialista della materia, verifica due cose: se la cura si è discostata dalle linee guida e dalle buone pratiche, e se proprio quell’errore ha causato il danno.

Se il parere è negativo conviene fermarsi: è il modo più onesto per non spendere in una causa senza fondamento.

Chi risponde

La struttura sanitaria, pubblica o privata, risponde come in un contratto: al paziente spetta provare il danno e il suo collegamento con la cura, alla struttura dimostrare che l’esito dipende da una causa che non poteva prevedere né evitare.

Il medico dipendente risponde invece come per un fatto illecito, con un onere della prova più pesante per il paziente e un termine di cinque anni. Per questo la domanda si rivolge di solito alla struttura e alla sua assicurazione.

Il tentativo obbligatorio

Prima della causa bisogna scegliere tra una consulenza tecnica preventiva, chiesta al giudice, e una mediazione. Con la consulenza tecnica un perito nominato dal giudice valuta il caso e cerca un accordo tra le parti.

Se l’accordo non arriva, entro novanta giorni dal deposito della relazione si avvia il giudizio di risarcimento.

Quanto tempo c’è

Verso la struttura il diritto si prescrive di regola in dieci anni, verso il medico dipendente in cinque. Per il danno proprio dei familiari di un paziente deceduto, di regola cinque anni.

Il termine si conta da quando il danno si è manifestato ed era riconoscibile come conseguenza della cura, non per forza dal giorno dell’intervento.

Cosa portare all’avvocato

  • Cartella clinica e lettere di dimissione
  • Referti ed esami, anche successivi
  • Spese mediche e di assistenza
  • Un diario dei fatti, con le date

Riferimenti normativi

  • art. 4, legge 8 marzo 2017, n. 24 (documentazione sanitaria)
  • art. 7, legge 24/2017 (responsabilità della struttura e del medico)
  • art. 8, legge 24/2017 (tentativo obbligatorio)
  • art. 696-bis c.p.c.
  • artt. 1218, 1228 e 2043 c.c.

Questa guida ha valore informativo e non sostituisce una consulenza sul caso concreto: i termini e le eccezioni dipendono dai fatti.

Un primo colloquio, in studio

Ci scriva in poche righe o chiami lo studio. Al colloquio l’avvocato esamina i documenti con lei e le dice con franchezza quali strade ci sono, in quanto tempo e a quale costo.